Che ne pensate di un blog di scrittura creativa? La “mia” scrittura creativa… ovvero: vi propinerò in ogni post qualcosa di mio, spesso personale, ma i commenti che voglio leggere riguarderanno la forma, e non il contenuto. Lo stile, e non la sostanza. Anche perché se iniziate a commentare quello che scrivo, finirete poi col darmi della pazza
Inizierò con il copiare qui un saggio breve, anzi brevissimo, che scrissi un po’ di mesi fa, partendo da una frase di Theodor Adorno: “Every work of art is an uncommitted crime” (“Ogni opera d’arte è un crimine liberato”)
Come dire: l’arte è capace di scatenare e liberare tutta la gamma delle emozioni umane, dalle più positive alle più negative. Ma un crimine liberato non costituisce forse un pericolo? Questo suggerirebbe solo la negatività di un’opera d’arte… ma dipende. Un quadro non può farci del male, a meno che non ci cada in testa (vedi i grandi dipinti francesi esposti al Louvre); ma opera d’arte non è solo pittura o scultura. Opera d’arte è una canzone, un balletto, una città, un libro, un paesaggio, il sorriso di un bambino. La vita stessa, è un’opera d’arte. A questo punto le domande sono: cosa intendiamo per arte? Cosa intendiamo per crimine? Secondo me , al di là di tutte le definizioni che sono state date, continuano ad essere date e saranno date dell’arte, questa è qualsiasi cosa ci faccia dimenticare la realtà, anche solo per un secondo. L’arte non è necessariamente finzione, anzi, il più delle volte l’arte come finzione è la negazione di se stessa (leggi: la cosiddetta “arte contemporanea”). Mi contraddirei, allora, quando dico che è opera d’arte il sorriso di un bambino: cosa c’è di più vero ed autentico? Eppure davanti a quel viso d’angelo il tuo mondo, la tua realtà, si fermano per un istante, dimenticando tutto il resto. Oppure trovarsi davanti alla cattedrale di Notre-Dame a Parigi e venire sovrastati dalla sua oscura, inquietante maestosità; o meglio, guardare chi amiamo spalancare bocca ed occhi davanti ad un simile spettacolo, realizzazione del sogno di una vita….Momenti impagabili, per i quali vale la pena di lottare. E il crimine, allora? E’ un’azione che va punita, certo. Ma è anch’esso, in fondo, una rottura con la realtà: un furto, una rapina, uno stupro, un omicidio sono alterazioni della realtà, momenti di “crisi”, di cesura con un andamento lineare degli eventi. Ecco dove, secondo me, questi due piani apparentemente così lontani, si avvicinano; dove l’arte incontra il crimine e lo libera. Non vuol dire, cioè, che un’opera d’arte scateni violenza ma, piuttosto, la sostituisce: “uncommitted”, cioè, anche nell’accezione più letterale di “non commesso”. In poche parole, l’arte salva il mondo liberando tutte le emozioni umane universalmente riconosciute e catturandole, allo stesso tempo, in sé, nelle opere d’arte nelle quali essa si proietta nel mondo.
Il vero crimine sarebbe non amarla.