Archive for novembre 21, 2008

500 anni fa…

Anche questa settimana è passata, lavoro poco e niente, i neuroni stanno lentamente morendo. Per questo, forse, ho sempre mal di testa ultimamente… In questi momenti di internet point di 8 ore, però, a volte riesco a trovare spunto per alcune riflessioni e mi accosto a letture che non ho mai avuto il tempo di fare. Questa volta, voglio riportare l’inizio del Mercante di Venezia di W. Shakespeare e che, come al solito, dipinge su una tela tutti i colori delle mie emozioni… (e scordatevi di copiarmi questa frase, perché mi è venuta al momento e mi piace un casino quindi penso che sarà l’incipit del mio prossimo saggio ^_^ ) Voilà :)

In sooth, I know not why I am so sad:
It wearies me; you say it wearies you;
But how I caught it, found it, or came by it,
What stuff ’tis made of, whereof it is born,
I am to learn;And such a want-wit sadness makes of me,
That I have much ado to know myself.

La ragione per cui son così triste,in verità, non so nemmeno dirla;mi sento come oppresso internamente,ed anche voi mi dite che lo siete;ma da dove mi venga quest’umore,dov’io l’abbia trovato,come ci sia caduto, di che è fatto,da che nasce, lo devo ancora apprendere;m’intorpidisce a tal punto lo spiritoche stento a riconoscere me stesso.

*Pausa sospiro e venerazione*

Ok, mi riprendo un attimo e aggiungo alle parole di William:

O mio Dio.

Mi sento in una connessione intellettuale e psichica con quest’uomo, vissuto 500 anni fa. Dopo 500 anni leggo le sue parole e mi rispecchio; parole che descrivono la mia anima come nemmeno la mia mente, la mia bocca, la mia mano saprebbero fare. I sentimenti sono universali? Forse…Ma non è anche spaventoso che a distanza di 500 anni, le persone provino le stesse sensazioni? La vita cambia, i ritmi pure. Noi cambiamo, la società cambia, la Storia cambia. Siamo così diversi eppure rimaniamo sempre uguali. Sopraffatti da emozioni di cui non sappiamo rintracciare la causa; travolti da onde di pensieri nei quali, spesso, ci è più facile naufragare… ‘E il naufragar mi è dolce in questo mare…’ Odio dovermi sentire così, ma a intervalli regolari succede ed è in quei momenti che esprimo il peggio di me stessa nella vita, ed il meglio sulla pagina. Alla prossima…intanto me ne sto qui immobile, in silenzio, a fissare quella tela bianca ed aspettando di che colore sarà la mia prossima emozione.

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